PREMIO CLAUDIO CARABBA

Durante la serata di premiazione – il “Blu Carpet” del Capri Movie IFF 2021, ad impreziosire il festival è stato il conferimento della prima edizione del Premio “Claudio Carabba”, in memoria del critico cinematografico Carabba. Il Premio, che vuole essere un ringraziamento alla carriera per quei critici cinematografici che abbiano contribuito in modo fondante alla cultura cinematografica italiana, ha visto come primo vincitore il professor Gianni Canova.

VINCITORE PRIMA EDIZIONE: GIANNI CANOVA

BIOGRAFIA

Gianni Canova si laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di Milano. Durante gli studi universitari matura l’interesse verso i due autori che lo hanno più influenzato e formato: Alessandro Manzoni e Giorgio Scerbanenco. Nel maggio 1993 fonda insieme a Max Stèfani e dirige fino al dicembre 2010 il mensile di cinema Duel, che dieci anni più tardi (nel dicembre 2003) si trasforma in duellanti. È stato critico cinematografico per la RepubblicaSette del Corriere della Sera e la Voce di Indro Montanelli (che gli affidò personalmente della sezione di critica cinematografica). Ha collaborato anche con riviste specializzate come Bianco & neroSegnocinemaRolling Stone, e Vogue. Attualmente collabora con il Domenicale de Il Sole 24 Ore ed è membro del comitato scientifico della rivista G|A|M|E. Dagli anni ottanta ad oggi Canova ha pubblicato decine di opere di cinema e visual studies tra saggi e curatele. Nel 2002 ha realizzato come curatore il volume sul cinema dell’Enciclopedia Universale Garzanti e ha curato il volume 1965-1969 della Storia del cinema italiano (in 15 volumi) edita dalla Scuola Nazionale di Cinema, pubblicato nell’aprile 2002 da Marsilio. È stato anche curatore di mostre multimediali, tra il 2002 e il 2014, prevalentemente presso la Triennale di Milano. Per la televisione è stato autore con Felice Pesoli del programma Le parole del cinema (su Telepiù). Ha inoltre realizzato format o programmi per Netsystem e My-Tv. Ha collaborato alla realizzazione di Bradipo, sit-com trasmessa nel 2001 da MTV ed è autore della sit-com interattiva Come tu mi vuoi, prodotta e distribuita on line da My-Tv. Dal 2005 ricopre il ruolo di critico cinematografico per Sky Cinema, nonché autore e conduttore del programma Il cinemaniaco. Dal 2001 al 2005 ha fatto parte come rappresentante italiano del Comitato scientifico del Festival Internazionale del Film di Locarno (Svizzera) e dal 2005 al 2007 è stato membro del Comitato Scientifico della Festa del Cinema di Roma. È professore ordinario di Storia del cinema e Filmologia, già Pro Rettore e dal 5 novembre 2018 Rettore della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano, dopo essere stato preside dal 2009 al 2017 della facoltà di Comunicazione, Relazioni Pubbliche e Pubblicità. Nel 2018 il Consiglio d’Amministrazione IULM lo elegge nuovo Rettore. Ha insegnato Poetiche del cinema contemporaneo presso il Centro sperimentale di cinematografia di Roma e ha tenuto corsi e workshop sulla comunicazione visiva per l’Università Bocconi di Milano. Dal 2010 al 2014 è stato inoltre Presidente della CUC, l’associazione scientifica che raggruppa tutti i docenti di Cinema, televisione e new media delle università italiane. Dal maggio 2017 è membro del consiglio superiore per il cinema e gli audiovisivi istituito presso il MiBACT. Al Consiglio sono attribuiti compiti di consulenza e di supporto nell’elaborazione, nell’attuazione delle politiche di settore e nella predisposizione di indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione delle risorse pubbliche nell’ambito del cinema e dell’audiovisivo. Nel 2019 ha curato uno speciale sul linguaggio cinematografico contenuto nella sezione extra del DVD Le origini della cinematografia distribuito da Istituto Luce Cinecittà.

LA PREMIAZIONE

La consegna del Premio “Claudio Carabba” è avvenuta durante la serata conclusiva del Festival, 18 settembre. Per l’occasione, sono stati ospitati sull’Isola Azzurra la signora Giovanna Carabba e suo figlio. Enzo Fileno ricordando suo padre “Penso che qualcuno dovrebbe scrivere il libro “Guida alla vita attraverso le citazioni cinematografiche di Claudio Carabba”. Perché mio padre aveva il talento di estrapolare sempre dai film delle scene da utilizzare come consigli di vita. Ci sono dei film dei quali ricordo soprattutto la descrizione di mio padre. Nonostante io nella maggior parte dei casi abbia visto i film dei quali parlava, la descrizione di mio padre continua ancor oggi a prevalere. Questo accadeva perché c’era, nella mente di mio padre, questo intreccio molto forte fra i film e la vita.” Il Capri Movie International Film Festival ha voluto omaggiare la famiglia Carabba con un quadro del talentuoso artista Luca Carrani, il quale ha dipinto per l’occasione una splendida veduta di Capri. La consegna del dipinto si è tenuta durante il Blu Carpet da parte di Luca Carrani stesso ad Enzo Fileno Carabba.

Valerio Caprara introduce il Premio prima della consegna ufficiale “Claudio Carabba, un critico, un saggista, uno storico del cinema, un grande giornalista recentemente e precocemente scomparso. Per me era quasi un fratello, perciò il dolore si rinnova ogni volta. Se noi amiamo il cinema, è proprio per le grandezze e le miserie di un mondo particolare come quello del cinema, che è sempre sospeso, secondo me, in maniera egregia, tra il sublime e il sordido. Il cinema sospeso fra arte e industria. Una forma di industria che ha cambiato, in effetti, il concetto di arte.

La prima edizione di questo premio è andata, quasi naturalmente, ad una personalità/persona fondante per il mondo del cinema quale il professor Gianni Canova. Un saggista prestigioso, un critico cinematografico che ha fondato anche delle riviste. Non lo avete mai visto sfilare in quella sorta di passerella felliniana di quella categoria da me soprannominata “critici di pubblica sicurezza”, perché abbiamo condiviso anche insieme a Claudio, un certo modo di guardare al cinema, mantenendo sempre quel legame con l’emotività, con la passione, con quel rapporto quasi viscerale se non fisico con le immagini e con le scene, che sono le ragioni per le quali ci siamo avvicinati al cinema e continuiamo a coltivarlo. Quindi sono sinceramente lieto che la Prima Edizione del Premio Claudio Carabba sia conferita ad una personalità autorevole e prestigiosa come Gianni Canova.”

Gianni Canova interviene a seguito della premiazione “Grazie Valerio, e grazie a tutti voi. Sono evidentemente commosso ed onorato di ricevere questo premio, soprattutto per una ragione, al di là del ricordo che anche io condivido fortemente vivissimo di Claudio.

Ero a Venezia pochi giorni fa e passando accanto ad un bar, dove Valerio Caprara e Claudio Carabba, con le rispettive compagne, spesso sedevano dopo le proiezioni, ricordo Claudio che con la sigaretta sempre accesa all’angolo della bocca, e i suoi occhi quasi “malandrini”, inchiodava con una battuta di un’intelligenza straordinaria i film che avevamo appena visto. Il giudizio di Claudio ti spingeva a considerare cose che non avevi considerato, a vedere cose che non avevi visto, da prospettiva altra e nuova. Ti costringeva a pensare meglio di quanto tu avessi fatto.

La parola chiave è passione. Quando leggo che alcuni colleghi, che spesso scrivono anche per i più importanti quotidiani, arricciano il naso e trattano con diffidenza 9,8 film su 10 che vedono, non riesco a capire come mai scelgano di fare questo mestiere. Claudio ci ha insegnato che il cinema si ama con la pancia, con la testa, con gli occhi, col cuore, con tutto. Dal grande cinema d’autore alle pellicole più semplici. Claudio aveva la consapevolezza che il cinema è anche un grande spettacolo popolare e che il cinema ci aiuta a sognare. Siamo innamorati del cinema non perché abbiamo visto film penitenziali, ma perché il cinema è la fabbrica dei sogni. Pupi Avati ce lo insegna in ogni suo film. Il cinema ci porta altrove. Per rubare una frase dell’ultimo film di Sorrentino “La realtà è scadente”, il cinema è davvero l’altrove, e allora una delle lezioni che Claudio Carabba ci lascia è davvero amare il cinema, e fare il critico non con la saccenza del giudice che dall’alto emette sentenze insindacabili, quasi come un boia. Il critico non dovrebbe essere colui che ha la pretesa di attribuire un valore assoluto, universale e oggettivo a quello che invece è un suo giudizio soggettivo, un’opinione parziale. Perciò io ho, a volte, un pò di difficoltà ad inserirmi nella categoria dei critici, faccio molta fatica a dire che un film “è bello”, piuttosto dico che “mi piace” e cerco di spiegare il perché, cercando di contagiare chi ha la bontà di ascoltarmi con la passione per il cinema, che ha reso più bella, più ricca, più emotivamente intensa la nostra vita e che ci ha aiutato a capire meglio il mondo in cui viviamo.”